30 Apr
O culla di vaghe nebbie…!
Che mi accogli oggi, dopo TANTE prove,
mi corico con il pensiero sulle acque ferme,
abbracciate dalle discese verdi e da velati pianori lontani.
qui mi stendo e affondo libera di tutto e piena…
Sì, piena di grazia.
Cosa non ho avuto…?
Cosa ancora non preteso che la saggezza calma del divenire,
non mi abbia poi mostrato…
tutto, si, io sognavo,
e all’indomani una forza nuova, girava le MIE pagine
mi teneva per mano e ancora mi guida.
mi guida oggi per lidi di pace infinita che nessun vento puo più turbare…
che solo il filo d’erba puo’ ascoltARE, PERCHE’ IMMENSA E NASCOSTA
pace sommessa E FORTE sotto il calpestio di PASSI INCAUTI.
cos’e questa calma regale e sovranime?
e perchè questa manna nascosta…mio nutrimento celeste?
sono nell’abbraccio del lago come il tracciato del volo degli aironi
che scendono al tramonto sulle acque basse e fissano i profili lontani fino a sera.
QUI GIUNGO E SCENDO A RIVA
qui dove Misericordia e Provvidenza parlarono la lingua madre del santo scrittore,
E attraversando popoli e paralleli, SPANDEVANO i VELI dei versi italiani
DI DOLCI NEBBIE SUI SOGNI DEL MONDO,
AFFONDO REGINA oggi l’eredità dei MIEI PENSIERI,
MI ARRENDO ALLA SERENITà CHE ASPETTAVO,
ACCETTO LA FELICITA CHE ATTENDEVA ANCHE I MIEI VERSI,
SORVOLO SUI PENDII VERDI CHE ASCOLTANO LE MIE CANZONI,
PAROLE LONTANE CHE NESSUNO CONOSCE.
Serena Caleca 30 Aprile 2026